venerdì 14 ottobre 2011


  • La delusione (Ecco chi sei veramente!)

debolezzaPensavamo di essere così buoni, così consacrati, così umili, ed ecco è bastato un semplice attacco del nemico per mettere in luce chi siamo veramente. 
Pensavamo di conoscerci intimamente, certo sapevamo di essere ancora fallaci , di avere ancora delle debolezze, ci pentivamo, e a volte sentivamo un po’ di amarezza per la nostra condizione, ma in fondo ci siamo sempre impegnati, il nostro andare in chiesa, seguire le attività comunitarie, il nostro servizio cristiano, ci avevano convinti che "non eravamo poi così cattivi", ma ora questa caduta improvvisa!


Gesù ci guarda in profondità e ci dice: ecco chi sei veramente!....
 Sotto lo sguardo di Gesù se prima ci sentivamo dei comuni peccatori arriva il giorno che ci sentiremo dei traditori, peccatori perduti, altro che bravi credenti, e crolla tutta la nostra facciata.
Terribile, ma se Gesù non avesse svelato il cuore di Pietro, lui avrebbe tranquillamente continuato a credere di essere un credente forte, mai si sarebbe convertito, mai si sarebbe sinceramente ravveduto, e allo stesso modo se non viene nella nostra vita quel giorno in cui Dio mette a nudo il nostro cuore, distruggendo la nostra presunzione il nostro amor proprio, rivelando la nostra debolezza, la nostra rovina potrebbe essere grande, se non incontreremo lo sguardo di Gesù, non ci convertiremo mai veramente.

  • Lo scoraggiamento

Prendere coscienza della propria condizione spirituale, ma non avere fede in Gesù significa morte. Ricordati che il Signore rialza chi è caduto, Salmo 146:8 "Il Signore rialza coloro che sono caduti", ma non ti servirà continuare a piangere sulle tue disgrazie, sulle tue debolezze, il pentimento viene dalla fede.

  • La riabilitazione 

"Simone di Giona mi ami tu più di questi?", chiede Gesù a Pietro incontrandolo dopo la sua resurrezione.
Il Signore ci mette alla prova per vedere se veramente abbiamo compreso la lezione, se finalmente ci siamo convertiti.
Simone alla luce di quello che ti è successo, hai ancora un concetto così alto di te stesso?Simone mi ami…mi ami…mi ami… "Signore tu sai ogni cosa tu lo sai che ti amo!
Simone ha perso la sua proverbiale spavalderia, basta con i facili entusiasmi della carne, non più "con te fino alla morte", ma un'umile ammissione di debolezza "tu sai ogni cosa!". Ora Simone è pronto a seguire, ora potrà essere quella roccia, "Cefa - pietra", che Gesù desiderava, stabile non per i suoi sentimenti, per le sue forze, ma perché disposto a seguire e a confidare nel Maestro.
Troveremo poi Pietro ripieno dello Spirito Santo pronto ad annunciare pubblicamente il nome di Gesù. Per la carne un giorno lo aveva rinnegato, per la potenza dello Spirito lo annuncia senza paura e davanti al mondo intero, pronto questa volta anche a morire, non solo a parole, ma a fatti.
Il vecchio Simone è morto con Cristo, ed è resuscitato un uomo nuovo "Pietro", che non cammina più ripieno delle sue forze, credendo di essere un buon cristiano, ma nell'umiltà e nella potenza dello Spirito Santo.

Conclusione

debolezza

Le prime parole di Gesù a Pietro furono: "seguimi ed io ti farò pescatore di uomini", le ultime parole: "seguimi".
Fra questi due episodi Simone - Pietro, commise errori e manifestò debolezze carnali, non sempre fu una roccia, ma Gesù non è alla ricerca di persone perfette, ma di uomini che consapevoli delle proprie debolezze sono disposte a lasciarsi trasformare dal suo amore.
Non cerca uomini modello, ma persone che malgrado le loro debolezze sono disponibili a seguirlo: è meglio essere un seguace che sbaglia, piuttosto che fare l'errore di non seguirlo!
Sapete perché molti credenti sono così frustrati e tristi? Perché ancora non hanno accettato totalmente il giudizio di Dio sulle loro opere morte, non hanno ancora giudicato il loro cuore alla luce di Dio, si sentono forti, buoni, fedeli, consacrati, poi cadono, perché in realtà stanno ancora confidando nelle loro forze, e crolla il mondo intero.
Ricorda che tutto quello che appartiene al vecchio uomo deve passare attraverso la croce,"Non si mette il vino nuovo in otri vecchie...", i tuoi modi affabili, le tue buone azioni, il tuo impegno, le tue capacità, i tuoi talenti, se non passano sotto il giudizio di Dio saranno sempre opere della carne, e ti porteranno a confidare in te stesso.
Un giorno il tuo cuore ammantato di tutte queste belle cose, si rivelerà per quello che è veramente, allora dovrai piangere amaramente come Pietro per aver confidato su te stesso. Al Signore non servono i tuoi slanci estemporanei di amore e di bontà, il Signore Gesù vuole frutto, e vuole che sia permanente, e questo non potrà accadere fino a quando non avrai accettato che "senza di Lui non possiamo fare nulla", e che"nella nostra carne non abita alcun bene".
Il Signore Gesù  è l’unico che conosce fino in fondo le debolezze, le angosce, le amarezze, le ansie  e i timori che spesso noi nascondiamo anche a noi stessi. “Io, il Signore, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni” (Geremia 17:10).

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